November 2010
Primo: il diritto di replica si dà a chi, assente, viene tirato in ballo da un discorso; qui le associazioni Pro-Vita non c’entrano un beneamato cazzo. Per logica, la replica spetterebbe a Eluana e Piergiorgio.
Secondo: replicare a una storia particolare con un teorema generale è idiota. Secondo bis: replicare con un’altra storia personale, ma di segno opposto, oltre ad avere il peso morale di un “gnè gnè gnè”, non è necessario perché l’ordinamento legislativo già vi viene incontro (senza contare quante ne avete già dette).
Terzo, ma principale: dar voce a chi è contro l’eutanasia significa semplicemente dar voce a chi vuole vietare la libertà di scelta di chi la pensa diversamente.
Non c’è verso, non riescono proprio a capire che a qualcuno dei loro convincimenti religiosi non frega un cazzo baugigi. Se volete vivere innaffiati dalle suorine, fatelo, ma smettetela di rompere i coglioni a chi desidera fare una scelta diversa dalla vostra.” —
smettetela di rompere i coglioni (via solodascavare)
ecco, appunto:
Non c’è verso, non riescono proprio a capire che a qualcuno dei loro convincimenti religiosi non frega un cazzo baugigi.
Se volete vivere innaffiati dalle suorine, fatelo, ma smettetela di rompere i coglioni a chi desidera fare una scelta diversa dalla vostra.
(via emmanuelnegro)
La Signora Pina e il diritto di replica
via 3n0m15’ | Il nuovo mondo di Galatea
Silvia Cavanna Segrate, Milano HO anni 63 compiuti, abito a Segrate, ho lavorato 20 anni per Mediaset in qualità di dirigente. Oggi, dopo una cena piacevole, percorro con mio marito la stradina notoriamente pedonale, ora abusivamente usata da poche auto di alti papaveri e rispettive scorte per raggiungere gli Studi televisivi di Rete 4. Da una di queste auto ci viene suonato il clacson, mio marito fa presente che i pedoni hanno la precedenza in quanto strada pedonale, si abbassa un finestrino e: “Spostati faccia di merda!” Riconosco Emilio Fede, che protende il suo viso sotto quello di mio marito, invitandolo: mettimi le mani addosso, toccami! Mi metto tra i due: “Sono stata tua collega per 20 anni, ho lavorato 20 anni con Carlo Bernasconi (braccio destro di Berlusconi, morto nel 2001, gran brava persona). A quel punto il grande cambiamento: mi scusi Signora, mi scusi Signora. Non le voglio le tue scuse, caro Fede, chiedo scusa io: per essere rispettata come donna ho dovuto ricordarti di aver fatto parte del clan dei prepotenti e degli arroganti. Sia per me e per tutti un momento di profonda riflessione.
Vi racconto come sono andate le cose, perché io stesso ancora non ci credo. Anzi, ancora non mi capacito. Dopo la puntata di “Annozero” sui ragazzi delle gru, a cui eravamo ospiti, a “In onda” abbiamo ricevuto – tra le tante – una lettera, bella, commovente e incredibile. E’ una donna, a scriverci, si chiama Nadia. E’ marocchina, ha un regolare permesso di soggiorno, lavora da anni come baby sitter, a Bologna. Paga le tasse in questo paese.
Ma Nadia ha anche una figlia. Che ha tre anni. E che in questo momento per le istituzioni italiane è una apolide “clandestina”. Avrebbe diritto alla regolarizzazione. Ma il nostro Stato se la prende comoda, come sempre capita con gli stranieri extracomunitari: ovvero, i senzadiritti appesi ai codicilli della burocrazia, i cittadini di serie B. La risposta alla richiesta di cittadinanza potrebbe arrivare oggi, domani, tra un anno o forse mai. Cosa cambia per la bimba di Nadia? Tutto. Ad esempio le è stata ritirata la tessera sanitaria. Può andare in un pronto soccorso, come tutti i clandestini (che però devono sperare di non trovare uno di quei medici spia che la Lega avrebbe voluto istituzionalizzare). Ma non può avere un pediatria del servizio pubblico nazionale, e – addirittura – non può ricevere le normali vaccinazioni. La chiamiamo in studio a raccontare la sua storia, e quello che succede con una legge che lei definisce (giustamente) “schifosa”. Con lei invitiamo anche il viceministro Roberto Castelli, leghista doc. Vorrei che vi rivedeste questo video, che riascoltaste (increduli come lo siamo stati noi) la spietatezza che un politico dei nuovi tempi può avere verso una madre: “Signora, esca dall’illegalità! Signora, lei non si permetta di offendere il parlamento! Signora, se io fossi all’estero non mi sognerei mai di far diventare mio figlio marocchino!”. Già, perché secondo Castelli non solo è tutto normale, ma anche tutto giusto: “Volete venire a comandare a casa nostraaaa!!!”. Non solo è giusto l’accanimento contro gli stranieri clandestini – spiega Castelli – ma anche contro quelli regolari, come Nadia: “Voi parlate sempre di diritti. Noi della Lega, vorremmo che cominciaste sempre dai doveri”.
Di più. Secondo il viceministro leghista, Nadia non conosce bene la sua situazione, si sbaglia o mente: “Tutto quello che lei dice non è vero. Guardi, se lei fosse a Milano l’accompagnerei, così le fare capire che quel che dice non è possibile”. Ovviamente ho detto a Castelli che se è disposto a prendere quell’impegno davvero, lo faccio seguire da uno troupe. Ma la questione è un’altra. Se sei straniero, in questo paese, non devi rompere troppo i coglioni. Se non hai diritti devi sparire. Se li hai, invece, devi sapere che non puoi pretendere di vederli riconosciuti. Sono diritti nonariamente concessi, diritti di serie B, anche loro. Così, rivedendo quell’incredibile scambio di insulti in diretta, in cui Nadia non si è fatta intimidire, mi sono reso conto che almeno una cosa giusta l’avevo detta, incorrendo nelle ire del viceministro: “Castelli, Nadia è marocchina. Ma – per suo sfortuna – non è la nipote di Mubarak”. Curioso che per il governo che dovrebbe avere a cuore le famiglie una madre regolare sia un soggetto meno raccomandabile di una escort clandestina.castelli rimane, prima che uno dei politici più inetti, una delle persone più merdose della nostra politica.
amen
Ok, Cavaliere, ma tecnicamente non è nemmeno sua.” —Piccoli particolari da tenere a mente « Il nuovo mondo di Galatea (via 3n0m15)
Cose che ho imparato da Vieni via con me
via Left Wing
Però, in effetti, un programma così denso di contenuti come il Grande Fratello, Nsima edizione, è il programma imbattibile? se è così siamo messi veramente malissimo, altro che problema politico, siamo all’emergenza sociale.