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November 2010

Nov 27, 2010
“Gelmini che balbetta ritirerò la riforma certifica che non sa di cosa parla: una riforma non esiste, e comunque non funziona così, ministro, si informi. Non può ritirare niente, proprio non è consentito in termini di legge. Al limite può ritirare se stessa.” —La fine dello show - Concita - l’Unità (via bolso). (via gravitazero)
Nov 27, 201022 notes
“Il CDA della Rai vuole imporre la presenza nella prossima puntata di Vieni Via Con Me di esponenti dei gruppi Pro-Vita come diritto di replica alle testimonianze di Peppino Englaro e Mina Welby della settimana scorsa. Stronzata una e trina.

Primo: il diritto di replica si dà a chi, assente, viene tirato in ballo da un discorso; qui le associazioni Pro-Vita non c’entrano un beneamato cazzo. Per logica, la replica spetterebbe a Eluana e Piergiorgio.

Secondo: replicare a una storia particolare con un teorema generale è idiota. Secondo bis: replicare con un’altra storia personale, ma di segno opposto, oltre ad avere il peso morale di un “gnè gnè gnè”, non è necessario perché l’ordinamento legislativo già vi viene incontro (senza contare quante ne avete già dette).

Terzo, ma principale: dar voce a chi è contro l’eutanasia significa semplicemente dar voce a chi vuole vietare la libertà di scelta di chi la pensa diversamente.

Non c’è verso, non riescono proprio a capire che a qualcuno dei loro convincimenti religiosi non frega un cazzo baugigi. Se volete vivere innaffiati dalle suorine, fatelo, ma smettetela di rompere i coglioni a chi desidera fare una scelta diversa dalla vostra.”
—

smettetela di rompere i coglioni (via solodascavare)

ecco, appunto:

Non c’è verso, non riescono proprio a capire che a qualcuno dei loro convincimenti religiosi non frega un cazzo baugigi.

Se volete vivere innaffiati dalle suorine, fatelo, ma smettetela di rompere i coglioni a chi desidera fare una scelta diversa dalla vostra.

(via emmanuelnegro)

Nov 27, 201030 notes
“La Signora Pina e il diritto di replica Luogo: il tinello di casa Pattaro. Personaggi: la Signora Pina, il marito Gino. “Uhmmm, che buona la cioccolata! Ne mangerei a quintali!” “Come hai detto, Pina?” “Gino, ma che, sei sordo? Ho detto: che buona la cioccolata!” “E perché?” “Be’, perché mi piace la cioccolata…” “E allora? Non ti rendi conto che così fai un atto antidemocratico?” “Un atto che?” “Un atto antidemocratico! Che cazzo! Tu dici che è buona la cioccolata, e automaticamente offendi tutti quelli che la cioccolata non la amano! Non ti rendi conto? E’ come se dicessi implicitamente che loro sono dei cretini, se non amano la cioccolata…” “Gino, ma non dire scemenze… se a loro non piace la cioccolata, non la mangiano, no? Mica ho detto che tutti devono mangiare per forza la cioccolata, come obbligo di legge! Ho detto che io la trovo buona e la voglio mangiare.” “Ah, certo! E secondo te basta questo per dirlo ad alta voce, così, in uno spazio pubblico?” “Gino, no scusa, ma mica è uno spazio pubblico, questo, siamo nel tinello di casa nostra!” “E che vuol dire? Con queste pareti sottili i vicini possono sentire tutto! Li conosci i Bertolotto, no? Loro non mangiano cioccolata. Sono perennemente a dieta e sono conviti che la cioccolata sia un peccato mortale, una cosa che nessuno dovrebbe mangiare, mai. Te lo ricordi che casino han piantato, all’ultima riunione di condominio, perché la nonnina del quinto piano aveva portato i biscotti al cacao e voleva offrirli a tutti? Ecco, se ti sentono, si offendono, loro.” “Ma saran cazzi loro se non vogliono mangiarla! Chi glielo dice, poi, di ascoltare quello che dico io? A casa loro diranno che la cioccolata fa schifo!” “Eh no, perché noi, a casa, siamo in cinque: io, te, la zia Maria e i nostri due figli, no? E abbiamo anche tre gatti. I Bertolotto, invece, sono solo in due. Inoltre lo sai che a noi ascoltano di nascosto anche tutti i quattro vicini di pianerottolo e la signora di sopra, perché vogliono sapere i fatti nostri, mentre i Bertolotto non li spia nessuno, manco la portinaia. Se dicono una cosa in casa loro non la sente mica lo stesso numero di persone che c’è in casa nostra. Quindi c’è uno squilibrio…” “Sì, c’è uno squilibrio mentale! Sarà colpa mia se i Bertolotto sono così pallosi ed antipatici a tutto il condominio che nessuno li ascolta, nemmeno di nascosto, perché persino la portinaia, dopo averci provato per un paio di volte, si è addormentata! E poi, scusa, secondo te cosa dovremmo fare, sentiamo! Dovrei smettere di dire in casa mia che mi piace la cioccolata?” “Ma no, non essere sempre così drastica… adesso chiamiamo la signora Bertolotto e le diciamo che ogni volta che tu dici che ti piace la cioccolata, lei può venire a casa nostra per una ventina di minuti a ricordarci che secondo lei la cioccolata fa male. Così lei ha il diritto di replica e noi siamo tranquilli, no?” “Gino?” “Sì, Pina?” “Tu la devi smettere di leggere sui giornali tutte le polemiche su Vieni via con me.” —

La Signora Pina e il diritto di replica

via 3n0m15’ | Il nuovo mondo di Galatea

Nov 27, 2010
3.141592 vs. 1.61803: ashtrayblonde: Chiedo scusa a Emilio Fede emmanuelnegro: flatguy:... → 3141592.tumblr.com

ashtrayblonde:

Chiedo scusa a Emilio Fede

emmanuelnegro:

flatguy:

3nding:

Silvia Cavanna Segrate, Milano HO anni 63 compiuti, abito a Segrate, ho lavorato 20 anni per Mediaset in qualità di dirigente. Oggi, dopo una cena piacevole, percorro con mio marito la stradina notoriamente pedonale, ora abusivamente usata da poche auto di alti papaveri e rispettive scorte per raggiungere gli Studi televisivi di Rete 4. Da una di queste auto ci viene suonato il clacson, mio marito fa presente che i pedoni hanno la precedenza in quanto strada pedonale, si abbassa un finestrino e: “Spostati faccia di merda!” Riconosco Emilio Fede, che protende il suo viso sotto quello di mio marito, invitandolo: mettimi le mani addosso, toccami! Mi metto tra i due: “Sono stata tua collega per 20 anni, ho lavorato 20 anni con Carlo Bernasconi (braccio destro di Berlusconi, morto nel 2001, gran brava persona). A quel punto il grande cambiamento: mi scusi Signora, mi scusi Signora. Non le voglio le tue scuse, caro Fede, chiedo scusa io: per essere rispettata come donna ho dovuto ricordarti di aver fatto parte del clan dei prepotenti e degli arroganti. Sia per me e per tutti un momento di profonda riflessione.

Nov 26, 201092 notes
Nov 25, 2010
Nov 25, 2010
Nov 25, 2010
Nov 25, 201091 notes
no, vaffanculo tu.: Marocchina, ma, sfortunatamente, non nipote di Mubarak → novaffanculotu.tumblr.com

watkin:

miciomannaro:

Vi racconto come sono andate le cose, perché io stesso ancora non ci credo. Anzi, ancora non mi capacito. Dopo la puntata di “Annozero” sui ragazzi delle gru, a cui eravamo ospiti, a “In onda” abbiamo ricevuto – tra le tante – una lettera, bella, commovente e incredibile. E’ una donna, a scriverci, si chiama Nadia. E’ marocchina, ha un regolare permesso di soggiorno, lavora da anni come baby sitter, a Bologna. Paga le tasse in questo paese.
Ma Nadia ha anche una figlia. Che ha tre anni. E che in questo momento per le istituzioni italiane è una apolide “clandestina”. Avrebbe diritto alla regolarizzazione. Ma il nostro Stato se la prende comoda, come sempre capita con gli stranieri extracomunitari: ovvero, i senzadiritti appesi ai codicilli della burocrazia, i cittadini di serie B. La risposta alla richiesta di cittadinanza potrebbe arrivare oggi, domani, tra un anno o forse mai. Cosa cambia per la bimba di Nadia? Tutto. Ad esempio le è stata ritirata la tessera sanitaria. Può andare in un pronto soccorso, come tutti i clandestini (che però devono sperare di non trovare uno di quei medici spia che la Lega avrebbe voluto istituzionalizzare). Ma non può avere un pediatria del servizio pubblico nazionale, e – addirittura – non può ricevere le normali vaccinazioni. La chiamiamo in studio a raccontare la sua storia, e quello che succede con una legge che lei definisce (giustamente) “schifosa”. Con lei invitiamo anche il viceministro Roberto Castelli, leghista doc. Vorrei che vi rivedeste questo video, che riascoltaste (increduli come lo siamo stati noi) la spietatezza che un politico dei nuovi tempi può avere verso una madre: “Signora, esca dall’illegalità! Signora, lei non si permetta di offendere il parlamento! Signora, se io fossi all’estero non mi sognerei mai di far diventare mio figlio marocchino!”. Già, perché secondo Castelli non solo è tutto normale, ma anche tutto giusto: “Volete venire a comandare a casa nostraaaa!!!”. Non solo è giusto l’accanimento contro gli stranieri clandestini – spiega Castelli – ma anche contro quelli regolari, come Nadia: “Voi parlate sempre di diritti. Noi della Lega, vorremmo che cominciaste sempre dai doveri”.
Di più. Secondo il viceministro leghista, Nadia non conosce bene la sua situazione, si sbaglia o mente: “Tutto quello che lei dice non è vero. Guardi, se lei fosse a Milano l’accompagnerei, così le fare capire che quel che dice non è possibile”. Ovviamente ho detto a Castelli che se è disposto a prendere quell’impegno davvero, lo faccio seguire da uno troupe. Ma la questione è un’altra. Se sei straniero, in questo paese, non devi rompere troppo i coglioni. Se non hai diritti devi sparire. Se li hai, invece, devi sapere che non puoi pretendere di vederli riconosciuti. Sono diritti nonariamente concessi, diritti di serie B, anche loro. Così, rivedendo quell’incredibile scambio di insulti in diretta, in cui Nadia non si è fatta intimidire, mi sono reso conto che almeno una cosa giusta l’avevo detta, incorrendo nelle ire del viceministro: “Castelli, Nadia è marocchina. Ma – per suo sfortuna – non è la nipote di Mubarak”. Curioso che per il governo che dovrebbe avere a cuore le famiglie una madre regolare sia un soggetto meno raccomandabile di una escort clandestina. 

lucatelese

castelli rimane, prima che uno dei politici più inetti, una delle persone più merdose della nostra politica.

amen

Nov 24, 20107 notes
Nov 24, 2010
“Berlusconi: “La Rai non è vostra.”
Ok, Cavaliere, ma tecnicamente non è nemmeno sua.”
—Piccoli particolari da tenere a mente « Il nuovo mondo di Galatea (via 3n0m15)
Nov 24, 201021 notes
“2) Che si possono prendere delle persone, metterle davanti a una telecamera a elencare cose a caso e battere persino il Grande Fratello.” —

Cose che ho imparato da Vieni via con me

via Left Wing

Però, in effetti, un programma così denso di contenuti come il Grande Fratello, Nsima edizione, è il programma imbattibile? se è così siamo messi veramente malissimo, altro che problema politico, siamo all’emergenza sociale.

Nov 24, 2010
Nov 24, 20102,365 notes
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Nov 23, 2010
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