January 2011
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Non sembra vero - no, non lo sembra affatto - ma questo è proprio il quotidiano del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. Era il 24 marzo 2007. E al governo, Romano Prodi.” —
Non può essere
“I fatti. Questa mattina viene fatta una conferenza stampa. “Emme” non ne sa nulla. Ma in biblioteca ricompaiono di colpo due dei libri di Saviano che erano stati tolti dagli scaffali, l’audiolibro di “Gomorra” e l’intervista. Manca la copia cartacea di “Gomorra”. Come leggerete, gli…
Sul Corriere in questi giorni, siccome bisogna parlare di Giornata della Memoria ma non c’è niente di nuovo da dire, De Bortoli ha fatto partire un dibattito interessante, ma proprio interessante, ma interessante come solo al Corriere sanno essere interessanti, un dibattito dicevo, sulla stanchezza della Memoria. In pratica: uff, sono undici anni che ripubblichiamo le stesse foto di Birkenau, noooooooia. Ci siamo giocati i contenuti speciali del diario di Anna Frank, ci siamo giocati le polemiche su Oskar Schindler che non era uno stinco di santo, e adesso? Ma poi non è un po’ superficiale questo voler ricordare le cose un giorno solo? Dai, dai dibattito.
Cosa dire. Sì, è superficiale, più o meno tutte le ricorrenze lo sono, ma non è che si possa fare molto di più. Anche il Natale probabilmente all’inizio non era proprio il baraccone con Babbo Natale e i regali, però ai bambini è piaciuto così, funziona, meglio di niente. Complimenti, avete scoperto che istituzionalizzare il ricordo comporta il rischio di banalizzarlo. Quindi? Avete proposte? No, si fa per dire, non mi aspetto soluzioni interessanti da De Bortoli e compagnia. In generale la loro stanchezza degli uomini anziani non mi sorprende. Credo che non c’entri molto con la giornata della memoria, che è una cosa che si fa per i ragazzi.
E i ragazzi non si annoiano. Per loro non si tratta del ricordo di un ricordo di un ricordo, ma di una cosa nuova, che ieri non conoscevi e oggi scopri. E’ anche il motivo per cui mi piace stare lì, dove ogni giorno è il primo giorno in cui ti parlano di qualcosa, e tutta la noia degli adulti è molto ma molto in là da venire. Certo, con gli anni un po’ di nausea viene, ma alla fine è tu sai sempre che ci sarà sempre una classe nuova a cui mostrare Schindler’s list, e il bambino che si tuffa nelle latrine sarà sempre un calcio nello stomaco.
All mobile operators in Egypt have been instructed to suspend services in selected areas. Under Egyptian legislation the authorities have the right to issue such an order and we are obliged to comply with it. The Egyptian authorities will be clarifying the situation in due course .” —
Statement - Vodafone Egypt
Quel che pretendono dal Drago al quale si sono concesse è ben altro. È la straordinarietà di un finanziamento a fondo perduto per una speculazione immobiliare; un attico in centro; un ingaggio in Mediaset; un lavoro per il papà. E poi, chi ha tenuto un libro in mano pensa di aver diritto ad ottenere da “papi” un incarico pubblico, una responsabilità nel Pdl, un seggio parlamentare. Perché no, un ministero. In fondo, discutono tra loro Barbara Faggioli e Nicole Minetti, “non è stato così anche per Mara (Carfagna)?”.
Parlano sul serio, non per burla. Ammesso che ci fosse ancora bisogno di una conferma dello scambio tra sesso e incarico pubblico, queste carte ce la mostrano in tutto il suo realismo. Le ragazze lo ritengono un atto dovuto, il seggio in Parlamento. Berlusconi non le smentisce, lascia che coltivino quest’ambizione e d’altronde, dice Nicole, non sono già consigliere regionale?
” —Denaro in cambio del silenzio il Sultano prigioniero dei ricatti - Repubblica.it (via xlthlx)Helena Janeczeck
(via)
G.le Dott.ssa Paola Caruso,
mi spiace che Lei travisi così i fatti, perché sì, li sta travisando.
E nell’era degli screenshot si rischia di infilarsi in un ginepraio di figure imbarazzanti.
Procedo con ordine.
“Pascolano alcuni soggetti, in genere blogger, che si autodefiniscono intellettuali e passano le giornate a smontare e rimontare fatti, opinioni e persone.”
a)Nessuno dei commentatori di quel thread, o altri, si autodefinisce intellettuale.
La sfido a citarmi una singola frase in cui ciò sia avvenuto.
Ugualmente falsa la seconda parte della frase, inoltre molte persone su FF sono semplici utenti che al massimo hanno un account su Twitter
“Scema, stupida, incapace e ignorante sono i complimenti più gettonati, conditi spesso da un bel vaffanculo”.
b)La sfido nuovamente ad attribuire insulti simili a Lei riferiti (prima che la sua stizza la inducesse a sottrarre alla lettura i suoi preziosi commenti) a qualcuno dei commentatori, o almeno da parte mia, che ho tentato di lanciarle un salvagente riportando la discussione su livelli contenutistici più documentati.
In compenso possiamo leggere benissimo che è stata Lei a rivolgersi a più persone in modo volgare.
(http://thepowertobefree.tumblr.com/post/2923846246/giornalisti-da-rottamare)
“E’ ovvio che non leggerò mai i blog dei maleducati.”
c)Se ne faccia una ragione, ma un bel chissenefrega è doveroso.
“Ho scritto un commento in un thread in cui citavo la storia di Pauling, nota a tutti i chimici, e mi sono state affibbiate frasi non mie.
Ho scritto: “Pauling (premio Nobel) contrastò il cancro con dosi elevate di vitamina C”. Fatto reale che si può verificare facilmente anche su wikipedia alla voce Linus Pauling.”
d)Intanto la storia di Pauling è nota a cani e porci.
Non è comprensibile questa elegia dei chimici e soprattutto la storia interessa il mondo medico.
Citare Wikipedia, con tutto il rispetto per quest’ultima, è segno di superficialità, soprattutto quando non si cita TUTTO ciò che è raccontato da Wikipedia in merito alla faccenda, fino agli studi che non hanno confermato le teorie di Pauling.
Citare articoli ritrovati tramite PubMed sarebbe stato decisamente più serio e poco impegnativo.
e) Per la precisione Lei ha scritto: “E pensare che Pauling (premio Nobel) contrastò il cancro con la vitamina C. Se non ricordo male, quando i medici gli diedero pochi mesi di vita lui iniziò la terapia e visse molti anni”. Poi ha precisato “non lo ha sconfitto, lo ha rallentato” e in seguito “questa storia la raccontava un mio prof all’università” e “se pensi che un professore universitario durante una lezione dica cazzate, son fatti tuoi”.
Queste frasi contengono una tale sequela di errori linguistici e di comunicazione da rimanere esterrefatti.
La sua prima frase è assertiva, e basta, e da una divulgatrice scientifica il minimo che si richiede, per evitare di trasmettere messaggi superficiali, scientificamente ed eticamente erronei, è un piccolo commento a margine per sottolineare che gli studi di Pauling sono stati in seguito smentiti e che un caso singolo non fa la regola (premesso che il caso singolo andrebbe rivalutato).
Le parole pesano, e pesano soprattutto per chi di cancro ne ha sofferto e ne soffre e si stupirà forse di sapere che su Friendfeed c’è qualcuno che ne è affetto e sa benissimo che cosa significano due parole: speranza e paura.
Ha compiuto un errore tragico di comunicazione che a una persona che si vanta così tanto dei suoi titoli (pur non essendo laureata in Medicina) e della sua bravura giornalistica (l’hanno già nominata redattrice capo?) non si può perdonare.
Toccare nervi scoperti con questa faciloneria è sempre e comunque ingiustificabile, e Lei non sembra dare segno di essersene minimamente resa conto: ci rifletta.
E quando qualcuno con più titoli di lei (e titoli attinenti alla materia) Le ha educatamente fornito la possibilità di aggiustare il tiro della sua frase, Lei ha insistito.
Le vitamine non curano il cancro.
Alcune vitamine sono usate a scopo preventivo in particolare in pazienti ad alto rischio, ma il rischio lo abbassano, non lo annullano.
Alcune vitamine sono usate in terapie coadiuvanti, ma non sono il fondamento della terapia.
Le sarebbe costato solo un minuto, UN maledetto minuto.
E l’attaccamento al “lei non sa chi sono io”, quando si sta interloquendo con qualcuno ben più informato, è un atteggiamento italiota che La svilisce.
Non è vero che Lei non ha espresso la Sua opinione, se no non si sarebbe posta dietro il paravento dell’ipse dixit (il professore, il premio Nobel. Sa, c’è un premio Nobel proprio per la Chimica che sostiene che la correlazione tra HIV e AIDS non esista e lo stesso Montagner con le sue recenti idee sul “teletrasporto” del DNA non sta vivendo un periodo felice), e avrebbe potuto esibire la Sua decantata preparazione scientifica almeno con un “Se siete malati di cancro, comunque non fatelo”.
Ripeto: UN maledetto minuto.
“Ho una laurea in chimica e un master in comunicazione scientifica, che vi piaccia o meno. Scrivo per il Corriere della Sera da sette anni (anzi otto con il 2011), che vi piaccia o meno. Fatevene una ragione.”
Qualcuno, anche tra gli utenti di Friendfeed, ha una laurea in medicina o biologia, specializzazioni, dottorati e progetti internazionali alle spalle o è anche “solo” studente di medicina.
Sia cauta quando non sa con chi sta interagendo, perché molte persone che non sono intervenute nella discussione hanno riso (amaramente), lavorando in campo medico.
E perché alcune persone sono affette da cancro o hanno familiari affetti.
Il fatto che Lei scriva articoli divulgativi non fa di Lei né un medico né un’esperta di oncologia: resta una divulgatrice, con tutti i pregi e i limiti del caso.
Molti sanno che Lei lavora da anni al Corriere della Sera solo dopo il Suo sciopero della fame.
Mi permetta di farLe notare che continuare a chiamare “pivello” il Suo collega è un atteggiamento spregevole, soprattutto da parte di chi si proclama una sorta di madrina-simbolo del precariato e poi vessa con queste parole un altro precario (il quale deve essere particolarmente ben educato); ma ancora più spregevole è rilanciare nella mole verbale della rete aneddoti sul cancro che tali devono rimanere ed essere trattati.
E una comunicatrice pretendo che lo sappia fare.
Si dia una calmata, perché coloro che l’hanno sostenuta dopo quel thread e i commenti al collega hanno compiuto passi indietro.
Dei danni che si sta facendo da sola, poco mi importa, ma non si aspetti più che qualcuno la difenda per il male (piccolo: Lei non è una VIP) che riesce a fare ad altri.
L’arte di mettermi in bocca falsità mai pronunciate si esprime ai massimi livelli su FriendFeed. Qui pascolano alcuni soggetti, in genere blogger, che si autodefiniscono intellettuali e passano le giornate a smontare e rimontare fatti, opinioni e persone.
La sottoscritta è uno dei loro passatempi…